L'asportazioneNel mese di agosto lo zafferano deve essere asportato dal terreno in cui si trova per essere trapiantato nel secondo terreno. L’operazione consiste nello scoprire i solchi e “scavare” i bulbi, che si sono già riprodotti.

La madre vecchia (il bulbo originario) ha dato vita ad altri bulbi e si è eliminata da sola. Di solito ne produce due, ma a volte può produrne addirittura tre o quattro.

L’asportazione comincia dalle file esterne per essere agevolati poi nello scalzare quelle interne, buttando la terra sullo spazio occupato precedentemente dalle prime file già scavate.

Con la zappa si individuano i bulbi, ma per tirarli fuori si usa il piccone che, pur andando in profondità, non li rovina e non li taglia, come farebbe invece la zappa. Nell’eseguire questo lavoro è essenziale non rovinare la parte superiore del bulbo, altrimenti non si potrebbe afferrarlo i “baffetti” che ha all’estremità superiore, detti “camiciola”.

Nel corso degli anni l’uso della zappa e del piccone è stato progressivamente sostituito prima dall’aratro, ma solo se trainato da animali, e ora da una speciale macchina per cavare tuberi e bulbi.