Campo di zafferanoIl trapianto dei bulbi si effettua in agosto, disponendoli nelle “rase” o “spiazzi”.

Una “rasa” è costituita da quattro “solchi”, ovvero quattro file: il primo è detto “solco mastro” in quanto gli altri si fanno allineandosi a questo; seguono altri due solchi e un quarto più largo dove non viene piantato nulla, ma che viene utilizzato unicamente per camminarci durante la raccolta dei fiori. Il sistema del “solco mastro” è utile per la disposizione ordinata delle file dei bulbi: se i bulbi sono distribuiti bene, i fiori, due mesi dopo, crescono a distanza regolare e si possono cogliere più facilmente; inoltre si trovano più agevolmente i bulbi l’anno successivo, al momento dell’asportazione.

Al termine di questa operazione, il campo è quindi occupato da più “rase”, a seconda della larghezza dello stesso,
le quali stanno le une accanto alle altre, sono tutte uguali e perfettamente allineate, e non c’è più differenza tra “solco mastro” e solchi. Il bulbo deve rimanere interrato né troppo in profondità, né immediatamente in superficie. Il trapianto procede nel modo seguente: un uomo fa il solco lavorando continuamente da capo a piedi del campo, lo segue una seconda persona, di solito una donna, che getta nel solco i bulbi portati in un cesto. I bulbi devono essere disposti uno di seguito all’altro e con i ciuffi verso l’alto, così il fiore fa meno fatica a germogliare. Nel tracciare il secondo solco, l’uomo rincalza i bulbi con la zappa.

Nei giorni seguenti l’interramento dei bulbi si procede al “ripianamento”, ovvero alla distribuzione uniforme su tutta la “rasa” della terra che rimane sollevata, soprattutto quella del “solco mastro”, in modo che le “rase” risultino perfettamente ricoperte e pianeggianti. Tale operazione viene di solito eseguita con l’utilizzo di un rastrello, muovendo la terra dall’esterno verso il centro della “rasa”.