Lo zafferano è un preziosissimo e raffinato ingrediente di cucina, fondamentale in piatti simbolo delle tradizioni gastronomiche mediterranee come il risotto giallo o alla milanese, la paella spagnola, la bouillabaisse provenzale e marsigliese: dà il meglio di sé, quindi, in piatti a base di riso, pasta corta, crostacei e frutti di mare, carni bianche in umido come pollame, coniglio e vitello.

È indicato anche per esaltare condimenti di verdure dal gusto più tenue, come quelli con le zucchine o il radicchio di Treviso.

Ne basta infine un pizzico nell’impasto di dolci lievitati, biscotti, creme o gelati.

Fin dall’antichità, lo zafferano è stato usato non solo in campo culinario ma anche per tanti altri impieghi: ad esempio, per tingere le bende delle mummie egiziane, per colorare le vesti, per preparare unguenti e profumi da Indiani, Arabi, Egiziani, Greci e Romani.

Le proprietà coloranti dello zafferano erano utilizzate soprattutto per stoffe di pregio, ma con l’avvento della chimica il suo uso come colorante è stato ridimensionato, se non addirittura abbandonato.

Dai persiani e secondo la mitologia greca, venne invece considerato come afrodisiaco: il dio Ermes utilizzava infatti lo zafferano come stimolante per risvegliare il desiderio e l’energia sessuale. E’ stato dimostrato che alcune sostanze di questa spezia agiscono sulle ghiandole surrenali, stimolando la produzione di ormoni quali l’adrenalina e il cortisolo che tonificano la sfera sessuale.